Dare forza alle donne, renderle protagoniste in attività generatrici di reddito perchè siano di sostegno a se stesse, alla famiglia, alla comunità.
E’ un progetto ambizioso, che si pone l’obiettivo di sviluppare l’autostima delle donne coinvolte, la loro capacità imprenditoriale , di aumentarne il reddito, ma anche quello di tutelare l’ambiente (salvaguardia degli alberi tagliati per ottenere legna da ardere e carbone – diminuzione dell’inquinamento e risparmio energetico ), riabilitare la baraccopoli riciclando i rifiuti, aumentare la consapevolezza della popolazione circa i problemi di salute e ambientali.
Le donne sono la forza dell’Africa ed anche nella baraccopoli di Soweto–Kayole realtà urbana in cui le forme tradizionali di aggregazione sociale sono assenti, costituiscono l’unico soggetto che garantisce un minimo di coesione sociale. Spesso vivono da sole, abbandonate dai mariti, eppure si prendono cura non solo dei propri figli, ma anche di quelli di parenti deceduti.
Generalmente si guadagnano da vivere come donne di servizio o gestiscono piccole attività commerciali , tuttavia la disoccupazione è sempre in agguato e malattie quali TBC, malaria, AIDS, contro le quali le possibilità di cura sono pressochè nulle, fiaccano le loro energie e le loro speranze.
Nel 2006 Centofarfalle iniziò la sperimentazione di un programma di sostegno biennale per le donne che si fanno carico di bambini orfani di parenti o conoscenti. Lo scopo era quello di aiutarle ad iniziare, o sviluppare, una piccola attività redditizia.
Ma, già alla fine dello stesso anno nel gruppo di donne sponsorizzate, nacque la necessità di individuare un’attività che potesse garantire un reddito in modo più solido e duraturo, che fosse compatibile con le risorse offerte dallo slum, facilmente praticabile ed estendibile ad altri soggetti.
Con queste premesse, dopo un accurato studio, nel 2007 venne avviato un progetto per la costituzione di un gruppo di donne impegnate in attività generatrice di reddito.
Il progetto, che vede impegnato un gruppo di dieci donne, si è concentrato dapprima sulla produzione di briquettes (mattoncini a forma circolare), fabbricati con una pressa di legno azionata a mano, utilizzando rifiuti solidi urbani quali carta, segatura, fondi di caffè, foglie secche, etc. I briquettes vengono usati come combustibile ecologico da bruciare in appositi fornelli al posto di legna, carbone, o derivati del petrolio. Contemporaneamente si è organizzata la loro commercializzazione (vendita a famiglie, scuole, centri sociali, orfanatrofi, etc).
Le donne coonvolte nel progetto si sono date un'organizzazione, costituendo nel 2008 il SOWETO TUSAIDIANE VISION WOMEN GROUP, gruppo di auto-aiuto riconosciuto dalle autorità locali.
Hanno frequentato un corso di gestione e contabilità, hanno imparato la fabbricazione dei briquettes, hanno iniziaro le attività di produzione e commercio, hanno quindi diversificato la loro attività, nonostante l'interruzione causata dai gravi incidenti accaduti dopo le elezioni presidenziali del gennaio 2008 e varie difficoltà logistiche.
All'inizio del 2009 è terminata, grazie a numerose donazioni, la costruzione di un piccolo capannanone che permette di ottenere una produzione continua, la possibilità di immagazzinare materie prime e prodotti finiti, di lavorare in sicurezza.
Si prevede che entro la fine del 2012 il SOWETO TUSAIDIANE VISION WOMEN GROUP sia diventata una realtà produttiva ed indipendente che Centofarfalle continuerà a monitorare.